Casanova a Orsera ❤️ Le due visite nell’amata città dell’Istria

STORIA DI CASANOVA A ORSERA

1743 – PRIMA VISITA

Giacomo Casanova vide Orsera (Vrsar in croato, chiamata Orsara da Casanova) per la prima volta nell’agosto del 1743. Qui vi trascorse tre giorni nelle vesti di sacerdote poverello. Jean-Didier Vincent scrive che Casanova parlava di Orsera come dono della Serenissima al Papa e uno dei porti fortificati disseminati da Venezia sulla sponda orientale dell’Adriatico. Raccontava esserci una diga e un castello, un campanile e conventi, strade in pendenza e pendii soleggiati dove cresce una vite che produce un refosco frizzante e passeggero per dare spirito alle donne. Giacomo è ospitato da un prete poeta, don Gerolamo, il cui refosco è sublime, la sua istitutrice affascinante e le sue poesie detestabili. Sopportò la lettura per diverse ore e non risparmiò la sua ammirazione in cambio dell’accoglienza. Ma Casanova era malato, nascondeva un eroe ferito desideroso di veder guarire le sue ferite. Il candore delle lenzuola era un insulto al suo corpo purulento. “Come potevo accettare – diceva Casanova – in quello stato le avances della giovane governante, ben fatta e sicuramente meritevole di attenzione? Mi sentivo mortificato che la mia condizione mi impedisse di convincerla che le stavo rendendo giustizia. Non potevo sopportare di essere considerato uno spirito freddo e maleducato ai suoi occhi”. Dopo due giorni di timidi tentativi e di finte ritirate, Casanova cedette alle esigenze della natura e della governante. Due ore di piacere e l’imbarco sulla tartana al mattino concludono un dilemma che in realtà non era tale.

Statua in bronzo, opera di Nikola Džaja, che la città di Orsera ha dedicato a Casanova

1744 – SECONDA VISITA

Giacomo Casanova ritornò a Orsera nel maggio del 1744 a bordo di una nave partita da Malamocco con ventiquattro cannoni e una guarnigione di duecento Slavoni. Nel porto di Orsara aveva la necessità di caricare pietre per appesantire la nave poiché l’eccessiva leggerezza rendeva il mezzo poco pratico da governare. Casanova ci rideva sopra pensando a quanto fosse diversa la sua situazione attuale di militare da quella del passato di povero prete. In attesa che la nave venisse caricata vide un distinto signore fermarsi per osservarlo con grande interesse. Sicuro che non fosse un creditore, pensava fosse il suo aspetto a interessarlo, e non trovandoci nulla di male, continuò a camminare. Ma il signore gli si avvicinò e in modo diretto gli chiese: «Potrei domandarvi, signor capitano, se è la prima volta che venite in questa città?» «No, signore. Ci sono già venuto un’altra volta».«Per caso l’anno scorso?». «Precisamente». «Ma non eravate vestito in divisa militare». «Anche questo è vero; ma mi sembra che la vostra curiosità sia un po’ indiscreta». «Dovete perdonarmi, signore, perché la mia curiosità è figlia della riconoscenza. Voi siete l’uomo verso il quale ho i più grandi obblighi, e credo che Dio vi abbia mandato in questa città per la seconda volta affinché io possa contrarne di ancora più grandi». «Cosa ho fatto per voi, dunque, e cosa posso fare ora? Non riesco a capire». «Abbiate la bontà di venire a pranzo da me. Quella porta aperta è di casa mia. Venite ad assaggiare il mio prezioso refosco (vino rosso da vitigno dello stesso nome, prodotto nel Friuli, in Istria e in Dalmazia), e vi convincerò, dopo un breve racconto, che siete il mio vero benefattore, e che ho motivo di sperare che siate tornato per rinnovare i vostri benefici». Non potendo credere che quell’uomo fosse pazzo, pensò volesse vendergli del refosco e allora si lasciò condurre a casa sua. Salì al primo piano ed entrò in una camera dove ordinò il pranzo promesso. Vedendo tutta l’attrezzatura di un chirurgo, Casanova pensò che lo fosse lui, e quando lo vide tornare glielo chiese. «Sì, capitano», rispose, «sono chirurgo. Sono vent’anni che abito in questa città, e ci vivevo nella povertà, perché non mi capitava di esercitare la mia professione che per dei salassi, per applicare delle ventose, per guarire delle sbucciature o un piede da una slogatura. Quello che guadagnavo non mi bastava per vivere; ma dall’anno scorso posso dire che la mia vita è cambiata; ho guadagnato molti soldi, li ho investiti, e siete voi, Dio vi benedica, che avete fatto la mia fortuna». «Ma come?». «Ecco come è andata. Voi avete lasciato un certo ricordino alla governante di don Gerolamo, che l’ha trasmesso a un suo amico, che, a sua volta, l’ha diviso con sua moglie. Sua moglie, a sua volta, l’ha dato a un libertino che ne ha fatto una così generosa distribuzione che in meno di un mese ho avuto in cura non meno di cinquanta clienti, e altri nei mesi seguenti; li ho guariti tutti, facendomi pagare molto bene, naturalmente. Ne ho in cura ancora qualcuno, ma nel giro di un mese non ne avrò più nessuno, perché la malattia è stata debellata. Così, quando vi ho visto, non ho potuto resistere dal gioire. Ho visto in voi l’uccello del buon augurio. Posso sperare che vi fermerete qualche giorno per rinnovare il contagio?». Casanova scoppiò a ridere e vide rattristarsi il chirurgo quando gli disse che invece stava bene. Casanova confidò al chirurgo che il posto dove stava andando era pieno della “cattiva merce” e che il segreto per estirparla non lo conosceva nessuno meglio di lui. Allora il chirurgo pregò Casanova di affidarsi alle sue cure e di non credere ai ciarlatani che gli avrebbero proposto dei rimedi. Casanova gli promise tutto ciò che volle, lo ringraziò e ritornò a bordo della nave per poi ripartirre l’indomani in direzione di Curzola.

PARTNER PROGETTO CASANOVA 300

Casanova 300 è un progetto promosso dall’Unione Italiana insieme alle Comunità degli Italiani di Orsera, Fiume e Lussinpiccolo con la collaborazione del Comune di Lussinpiccolo e gli enti del turismo di Orsera e Lussino, Comune di Venezia, Vela – Carnevale di Venezia, Carnevale di Lussino – Lošinjski karneval, Associazione Venezia Pesce di Pace, Compagnia l’Arte dei Mascareri, Gloria Rogliani A.S.D. Sport, Natura e Tradizioni Veneziane, BCC Veneta Credito Cooperativo, Fondazione Archivio Vittorio Cini, Splendid Venice – Starhotels Collezione, Bellini Canella, APV Investimenti, Caffè Florian, Sarta costumista Kristina Nefat, Scuole di Venezia Diedo (Classe 4^) e Morosini (Classe 2^F), Europa Adriatica Nordest. Patrocinio Rotary Club Venezia. Autore Vittorio Baroni.

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