Reportage Istria a Venezia 🎭 Unione Italiana e 8 Comunità Italiane al Carnevale più bello del mondo

Crediti immagini: Carnevale di Venezia, Nadia De Lazzari, Vittorio Baroni, Nataša Čeligoj, Emili Pucer, Ivana Giudici, Michael Vogel, Mate Mekiš, Maurizio Piccinelli, Collezione Europa Adriatica Nordest.

La II^ edizione del progetto Le Due Sponde Adriatiche – Carnevale 2026 Olympus Edition trova il suo compimento naturale a Venezia dove, nell’ottobre 2023, venne siglata l’Intesa Europa Adriatica Nordest.

Con la guida di Marin Corva, Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, quest’anno hanno partecipato attivamente ben 8 Comunità degli Italiani: Crassiza, Buie, Momiano, Castelvenere, Albona, Valle, Gallesano e Dignano.

La Serenissima Istria al Carnevale di Venezia

L’attività operativa iniziata nell’autunno 2025, coordinata dall’autore Vittorio Baroni, ha visto protagoniste città istriane dell’entroterra e costiere, cioè luoghi importanti dove la storia della Serenissima ha lasciato segni profondi e tuttora leggibili.

ISTRIA, mappa anno 1590 di Tomaso Porcacchi da Castiglione Aretino e Girolamo Porro

La partecipazione delle Comunità degli Italiani al Carnevale di Venezia non è stato un semplice atto simbolico, ma l’esito di un percorso e di un lavoro di squadra fatto di laboratori, incontri, memoria e lavoro insieme.

Nelle immagini in alto i partecipanti ai laboratori artigiani e la mostra di maschere a Crassiza, Albona e Valle. Sotto alcuni leoni del Patrimonio Culturale della Serenissima in Istria

Le maschere sono state create in Istria con i laboratori condotti dai maestri veneziani Franco Cecamore di Kartaruga e Lucio Lizzul di Pontecavallo.

A Venezia gli istriani hanno sfilato indossando i costumi, realizzati con il supporto del Teatro di Fiume, rappresentativi degli antichi greci con la fascia dei colori olimpici.

Il racconto di una giornata magica a Venezia

Ecco il racconto del primo febbraio 2026, quando Venezia ha accolto il gruppo istriano con al seguito una troupe di Tele Capodistria.

Preparativi all’Hotel Lugano Torretta di Marghera, poi la passeggiata tra campi e calli iniziata a Piazzale Roma, passando per i Tolentini e San Rocco fino all’imbarco a San Tomà verso il cuore del Carnevale dedicato alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.

W il Carnevale ai Papadopoli

Il corteo acqueo organizzato dal Coordinamento Remiere sul Canal Grande ha avuto il suo epilogo a Rialto con lo scoppio della pantegana di cartapesta.

Grande Festa in Campo dell’Erbaria, a seguire il pranzo nei luoghi familiari a Marco Polo, fino a salire sul gigantesco palco del Carnevale di Venezia in Piazza San Marco.

Una giornata intensa, vissuta tra acqua, folla, musica e simboli, che ha dato visibilità concreta alla Comunità Nazionale Italiana nel contesto di uno degli eventi culturali più seguiti al mondo.

Il corteo acqueo delle barche a remi sul Canal Grande

La manifestazione si è aperta nel segno della tradizione più autentica con il Corteo acqueo sul Canal Grande, momento inaugurale del Carnevale di Venezia 2026.

Da Punta della Dogana fino a Rialto, oltre 140 imbarcazioni (5 del gruppo Istria) e 800 vogatori hanno animato l’acqua con colori, coriandoli e simboli della festa.

La flotta delle 5 barche a remi del gruppo Istria, organizzata con la collaborazione dell’ASD Gloria Rogliani, era formata da una batea, una caorlina, una buranella e due gondole.

Uomini e donne delle Comunità degli Italiani, vestiti con costumi ispirati all’Olympus Edition, hanno portato in laguna gioia e creatività con le maschere e i costumi orignali realizzati da loro stessi.

Il passaggio davanti ai palazzi storici, sotto gli occhi di migliaia di spettatori sopra i ponti e lungo le rive, ha trasformato il corteo in un racconto vivente di storia, identità e partecipazione. Un inizio solenne e popolare insieme, capace di fondere spettacolo, memoria e visione contemporanea.

L’Istria alla Festa veneziana di Rialto in Campo dell’Erbaria

Dopo l’approdo a Rialto, la festa si è spostata in Campo dell’Erbaria, cuore pulsante del mercato veneziano.

La delegazione Unione Italiana Comunità dell’Istria a Rialto sul placo della Festa veneziana in Campo dell’Erbaria

Qui il Presidente Corva ha incontrato il Consigliere Delegato alla Tutela delle Tradizioni del Comune di Venezia Giovanni Giusto, il Direttore Artistico del Carnevale di Venezia e scenografo del Teatro La Fenice Massimo Checchetto, il Direttore Generale di Vela spa Fabrizio D’Oria intervistato da Tele Capodistria.

Fabrizio D’Oria, Direttore Generale di Vela spa

A Rialto l’atmosfera si è fatta più conviviale e diretta tra musica, balli, saluti dal palco, incontri spontanei con il pubblico.

Il gruppo istriano è salito sul palco accolto da applausi e curiosità ricevendo un riconoscimento con menzione speciale che lo ha fatto diventare parte integrante della celebrazione cittadina.

Premio consegnato all’Unione Italiana e alle 8 Comunità degli Italiani dell’Istria

Tra maschere, costumi e sorrisi, l’Erbaria si è trasformata in uno spazio di dialogo aperto, dove il Patrimonio Culturale della Serenissima non è stata esibito, ma condiviso in modo attivo.

L’evento ha rafforzato il senso di comunità e ha dato visibilità al lavoro svolto nei mesi precedenti in Istria, dimostrando come il Carnevale può essere davvero anche luogo di incontro reale tra storie diverse.

Il pranzo Al Milion dove viveva Marco Polo

Dopo la Festa veneziana all’Erbaria il gruppo ha pranzato all’Osteria Al Milion dei titolari Cecilia e Roberto. Il locale si trova in Corte Prima del Milion, proprio nella zona dove aveva casa Marco Polo, e prende il nome dal famoso libro Il Milione che raccoglie i racconti dei viaggi in Asia di Marco Polo.

Poco prima di superare il Canal Grande attraverso il Ponte di Rialto Mate Mekiš, Presidente della Comunità di Crassiza Osteria, ha svelato la particolare cuoriosità storica do scomesse par el ponte.

Parte del gruppo davanti l’Osteria Al Milion insieme all’operatore di Tele Capodistria

Al Milion c’è stata una calorosa e inaspettata accoglienza da parte del Direttore Generale della Fenice Andrea Erri che ha voluto stringere la mano a tutti i partecipanti.

Ottimo e super apprezzato il menù composto da un bis di primi, risi e bisi, tagliolini con carciofi, poi frittura di scampi e calamari, insalatina di rucola e pomodorini, panna cotta con salsa di fragole e sgroppino al limone. Musica dal vivo, vini di Conegliano Veneto a scelta tra Pinot Grigio e Cabernet Franc.

Sfilata in Piazza San Marco sul palco del Carnevale di Venezia

Il culmine della giornata è arrivato nel pomeriggio in Piazza San Marco, sul grande palco del Carnevale di Venezia Olympus Edition. Organizzazione eccellente, conduzione di Massimo Andreoli, traduzione bilingue italiano inglese. Un particolare ringraziamento per la collaborazione all’Assessore del Comune di Venezia Simone Venturini.

Video presentazione del gruppo e intervento del Presidente Marin Corva

Qui il gruppo delle Comunità degli Italiani ha sfilato davanti a una folla imponente, in una Venezia da record che ha accolto oltre 54.000 persone senza perdere il controllo e la sicurezza.

Particolare del gruppo sul palco di Piazza San Marco

Le maschere nate nei laboratori in Istria e cariche di significato simbolico, hanno trovato il loro spazio naturale nel luogo più iconico di Venzia. L’applauso del pubblico ha sancito il successo di un percorso che dall’Istria è arrivato al cuore della Serenissima.

Par tera, par mar, San Marco!

Il progetto Le Due Sponde Adriatiche – Olympus Edition si è manifestato come un gesto comunitario che unisce Carnevale, Olimpiadi e Pace, trasformando la festa in un messaggio condiviso e contemporaneo.

“Le tappe istriane e la presenza a Venezia – ha detto Marin Corva – dimostrano come il Patrimonio Culturale della Serenissima possa sul serio rafforzare identità, dialogo e cooperazione, trasformando l’Adriatico in uno spazio di pace e visione europea. Le Due Sponde Adriatiche è un progetto in costante crescita che unisce memoria e futuro”.

Il Carnevale di Venezia 2026 non rappresenta qundi una conclusione, ma un passaggio. Le maschere, le persone e le storie portate dall’Istria hanno mostrato la vitalità del Patrimonio Culturale. È questo il senso profondo del progetto, costruire ponti, non celebrativi ma praticati, tra le due sponde dell’Adriatico.

La Serenissima in Istria

La presenza veneziana in Istria, tra il XIII e il XVIII secolo, ha modellato città, istituzioni e paesaggi. Crassiza entrò nell’orbita veneziana già nel 1343. Albona conserva il leone di San Marco inciso nel 1587. Valle, Dignano e Gallesano furono integrate stabilmente nei domini veneti dal XV secolo. Buie, Castelvenere e Momiano condivisero magistrature, statuti, lingua amministrativa e circuiti commerciali. Venezia garantiva difesa, infrastrutture e governo, mentre l’Istria forniva legname, pietra, olio, vino, carni e pesce, sale e altre risorse fondamentali, contribuendo alla potenza marittima della Serenissima.

Questi legami storici spiegano perché oggi il Carnevale diventa importante occasione di riconnessione culturale secondo l’interpretazione data con il progetto Le Due Sponde Adriatiche in attuazione dell’Intesa Europa Adriatica Nordest.

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